La Falsa Regola delle Quattro Dita: ovvero come farsi male con un coltello senza tagliarsi.

ANDREA FARAON • 15 dicembre 2025

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 Tutti o quasi i maschietti appartenenti alla “Generazione X” hanno avuto in regalo un coltellino a serramanico ancor prima che gli spuntasse la barba. La vulgata che girava tra tali infanti riferiva che se la lama non è più lunga di quattro dita si può portare tranquillamente in tasca: un amichetto poco più grande mi disse “è così perché con quattro dita non arriva al cuore”.

Se poco poco ci si avventurava in montagna ecco tanti piccoli aspiranti “Rambo” che portavano alla cintura un coltellaccio da sopravvivenza con filo da sutura, ami da pesca e bussola nel manico, pronti a costruire una barella per portare a casa la nonna che si fosse infortunata cercando funghi o stelle alpine.

Molti son cresciuti con tale falsa informazione e continuano a girare con il coltellino attaccato alle chiavi di casa o nel porta oggetti dell’auto.

I più “scaltri” fermati con un coltello a molla dichiarano ai carabinieri “lo porto per difesa, con tanta gente brutta che c’è” (attenzione anche lo spray al peperoncino ha le sue regole)… gli aspiranti 007 portano coltelli delle dimensioni di una carta di credito nascosti nel portafoglio.


Bene questo è un “ottimo sistema” per procurarsi un procedimento penale. Per portare addosso un coltello infatti, non vale la regola delle quattro dita, bensì del giustificato motivo: se in una gita fuori porta il coltellino svizzero ha l’evidente utilità di facilitare il consumo del pick nick, di incidere un morso di vipera, di preparare un bastone da passeggio, la medesima utilità non si ha nella metropolitana di Roma. Un coltello da sub è utile se sto andando a crostacei, non certo nella portiera di un auto pronto a supportare una lite per questioni di traffico. Idem dicasi per mazze, bastoni e tante altre produzioni dell’umana sapienza che in certi contesti hanno chiare finalità offensive.


Regola d’ora quindi, se dovete proprio portarvi dietro un coltello, è quella di riporlo fuori mano, tipo nel bagagliaio dell’auto assieme agli attrezzi, o nello zaino assieme ai vestiti… in quel caso si tratterà infatti di “trasporto” e non di “porto”. Tale distinzione spesso non è chiara nemmeno alle forze dell’Ordine e sarà necessario l’intervento di un avvocato.


Qualora abbiate problemi di questo tipo chiamatemi e fissate un appuntamento.


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